N. NICOLAJ & C.

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Bandiere di San Marco

Pax tibi, Marce, evangelista meus (lat. «pace a te, Marco, mio evangelista»).

Parole che, secondo una leggenda, un angelo apparso in sogno a s. Marco, sbarcato in un’isola della laguna veneta, avrebbe pronunciato, quasi a significare che tra la popolazione veneta il santo avrebbe trovato riposo, venerazione e onore. Sono scritte sul libro del Vangelo tenuto aperto dalla zampa del leone alato, simbolo dell’evangelista, nello stemma della Repubblica di Venezia e costituiscono il motto della città.

Le sue spoglie furono trafugate con uno stratagemma da due mercanti veneziani nell'anno 828 e trasportate, dopo averle nascoste in una cesta di ortaggi e di carne di maiale, a Venezia, dove pochi anni dopo venne dato inizio alla costruzione della Basilica intitolata al santo che ancora oggi ospita le sue reliquie (è stato però anche ipotizzato che i resti conservati nella basilica veneziana possano invece essere quelli di Alessandro Magno). Un frammento di esse è pure conservato nella chiesa di San Marco in Città a Cortona, in Toscana, che condivide con Venezia lo stemma comunale del leone alato e il patronato.